Project risk management: una risposta dallo standard ISO 31000

Project risk management: una risposta dallo standard ISO 31000

Risk-Management

La vita biologica, come quella economica, è una costante assunzione di rischi: prendiamo dei rischi quando impariamo a camminare, a correre e andare in bicicletta, quando scegliamo la scuola, quando ci innamoriamo, quando scegliamo l’università, il lavoro, ci sposiamo, acquistiamo casa, mettiamo al mondo dei figli, quando ci mettiamo in proprio, quando acquistiamo un macchinario, quando ampliamo un capannone, quando ci fidiamo di un partner, di un cliente, di un fornitore, di una banca…

Sembra che il termine rischio venga dal latino medievale riscus, che stava a indicare lo scoglio, da cui pare abbia mutuato il significato di condizione pericolosa.

La ISO definisce il rischio come l’effetto dell’incertezza e, in effetti, quando intraprendiamo un progetto, prendendo un rischio, non sappiamo come andrà a finire.

Il project risk management l’individuazione e la gestione sistematica dei rischi associati a un progetto – è una disciplina che si è andata a sviluppare a partire da metà del secolo scorso nell’industria nucleare e aerospaziale nordamericana, e oggi è un sistema ben definito, con sfaccettature che vanno dalla matematica alla filosofia, e che trova la sua applicazione sistematica e sistemica agli ambiti più differenti, dall’industria di processo alla salute, dalla realizzazione di grandi infrastrutture alle assicurazioni.

Lo standard ISO 31000 «Gestione del rischio» – Linee guida» attribuisce al risk management lo scopo di creare e proteggere il valore: fornisce indicazioni operative su come gestire i rischi affrontati dalle organizzazioni nello sviluppo delle loro attività, con un approccio filosofico che può essere applicato a qualsiasi settore. Il valore che intende creare è proteggere il ritorno dell’investimento economico, ma anche di passione e di energia.

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